Si
tratta di una unità immobiliare che, con gli accessori,
somma a circa 430 metri quadri lordi in Via Verdi 11, che in fronte
prospetta sul civico Arengo. é posta in un prestigioso palazzo
di impianto ottocentesco con tipologia patrizio-rinascimentale
e ad essa una perizia del 1992 attribuiva un valore di mercato
di circa 661 milioni di lire. Si tratta di uno spazio considerevole
che i nostri Ordini potrebbero utilizzare per la sede del Consiglio,
per i convegni, per una biblioteca e centro ricerche e per ulteriori
iniziative da decidersi. In particolare, al primo piano sono disponibili
150 metri quadri particolarmente pregiati per l'esistenza di locali
stupendamente voltati in gran parte affrescati. Le condizioni dell'immobile
lo rendono abbisognevole di ristrutturazioni e consistenti interventi
per restauri il cui costo complessivo venne valutato, sempre nel
1992, in circa L. 400 milioni. Si tratta comunque di una importante
acquisizione, oggetto di una lunga controversia giudiziale non
ancora definita, che trae origine dalla volontà della signora
Maria Babini, vedova dell'avvocato Michele Ugolini, di onorare
la memoria del marito mettendo a disposizione degli Ordini forensi
riminesi una sede che consentisse anche "la cura e promozione
di dibattiti e studi, atti al miglioramento tecnico e culturale
della classe forense riminese, specie dei giovani". Questo
lo scopo della Fondazione "Michele Ugolini" che venne
costituita dalla vedova e alla quale la stessa lasciò l'immobile
di Via Verdi prevedendo la destinazione dello stesso "a sede
dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori del Foro di Rimini".
La disposizione è contenuta nel testamento della signora,
scomparsa il 18 maggio 1986, alla cui formulazione (come pure all'idea
della Fondazione) contribuì il ragionier Antonio Gaia al
quale la signora si era rivolta per ricevere consiglio sul modo
migliore di onorare la memoria del marito. La Fondazione "Michele
Ugolini" avrebbe dovuto curare il perseguimento dei fini statutari
attraverso l'amministrazione dell'immobile in questione per il
quale il testamento prevedeva anche la facoltà "di
alienare una parte per fronteggiare le spese occorrenti per la
sistemazione e l'arredamento della sede" (degli Ordini forensi).
Purtroppo la Fondazione non ottenne il riconoscimento della personalità giuridica.
|
Sicuramente questa circostanza
ha reso meno facile il risultato voluto dalla testatrice; è mancato
il soggetto giuridico ed organizzativo che avrebbe dovuto operare
concretamente e tale mancanza, essendo la Fondazione immediata destinataria
della deposizione testamentaria relativa all'immobile, ha fatto sorgere
intricate problematiche giuridiche sfociate in un contenzioso tra
il Consiglio degli Ordini forensi riminesi e gli eredi legittimi
della signora Babini. Infatti nell'anno 1988 il Consiglio dell'Ordine,
preso atto della rilevanza della disposizione testamentaria in questione
e della situazione che si era creata a seguito del mancato riconoscimento
della Fondazione, si fece carico direttamente di promuovere giudizio
avanti il Tribunale di Rimini, ottenendo dapprima il sequestro giudiziario
dell'immobile con nomina a custode del presidente dell'Ordine, avv.
Roberto Ferrari e ottenendo poi sentenza favorevole dello stesso
Tribunale, recentemente confermata dalla Corte di Appello di Bologna.
La Magistratura ha escluso ogni diritto vantato dagli eredi legittimi,
confermando che la volontà testamentaria era quella di destinare
l'immobile a sede degli Ordini forensi. Il contenzioso non può dirsi
terminato perché sono aperti i termini per il ricorso per
cassazione; tuttavia si ha ragione di ben sperare in una non lontanissima
sistemazione dell'intricata vicenda. A quel punto si dovranno decidere
soprattutto questioni di carattere organizzativo e finanziario: le
spese per la ristrutturazione ed il restauro dell'immobile, come
si è detto, saranno rilevanti; bisognerà poi valutare
la convenienza di varie soluzioni per il concreto utilizzo dell'immobile;
e si dovrà anche affrontare il problema giuridico dei rapporti
con la Lega italiana per la lotta contro i tumori, ente erede testamentario
universale della signora Babini, sul quale grava l'onere di destinare
l'immobile a sede degli Ordini forensi. Tuttavia, pur in presenza
di ancor rilevanti nodi da sciogliere, dobbiamo persistere, come
il Consiglio dell'Ordine ha fatto in tutti questi anni, confortati
dalle favorevoli decisioni ottenute e dalla consapevolezza di perseguire
un duplice, importante, risultato: onorare compiutamente la memoria
di Michele Ugolini secondo la generosa disposizione testamentaria
della vedova. S. Turini
|