Anno 1995 Numero 2  
 
una sede in onore della memoria
di michele ugolini
 
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Si tratta di una unità immobiliare che, con gli accessori, somma a circa 430 metri quadri lordi in Via Verdi 11, che in fronte prospetta sul civico Arengo. é posta in un prestigioso palazzo di impianto ottocentesco con tipologia patrizio-rinascimentale e ad essa una perizia del 1992 attribuiva un valore di mercato di circa 661 milioni di lire. Si tratta di uno spazio considerevole che i nostri Ordini potrebbero utilizzare per la sede del Consiglio, per i convegni, per una biblioteca e centro ricerche e per ulteriori iniziative da decidersi. In particolare, al primo piano sono disponibili 150 metri quadri particolarmente pregiati per l'esistenza di locali stupendamente voltati in gran parte affrescati. Le condizioni dell'immobile lo rendono abbisognevole di ristrutturazioni e consistenti interventi per restauri il cui costo complessivo venne valutato, sempre nel 1992, in circa L. 400 milioni. Si tratta comunque di una importante acquisizione, oggetto di una lunga controversia giudiziale non ancora definita, che trae origine dalla volontà della signora Maria Babini, vedova dell'avvocato Michele Ugolini, di onorare la memoria del marito mettendo a disposizione degli Ordini forensi riminesi una sede che consentisse anche "la cura e promozione di dibattiti e studi, atti al miglioramento tecnico e culturale della classe forense riminese, specie dei giovani". Questo lo scopo della Fondazione "Michele Ugolini" che venne costituita dalla vedova e alla quale la stessa lasciò l'immobile di Via Verdi prevedendo la destinazione dello stesso "a sede dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori del Foro di Rimini". La disposizione è contenuta nel testamento della signora, scomparsa il 18 maggio 1986, alla cui formulazione (come pure all'idea della Fondazione) contribuì il ragionier Antonio Gaia al quale la signora si era rivolta per ricevere consiglio sul modo migliore di onorare la memoria del marito. La Fondazione "Michele Ugolini" avrebbe dovuto curare il perseguimento dei fini statutari attraverso l'amministrazione dell'immobile in questione per il quale il testamento prevedeva anche la facoltà "di alienare una parte per fronteggiare le spese occorrenti per la sistemazione e l'arredamento della sede" (degli Ordini forensi). Purtroppo la Fondazione non ottenne il riconoscimento della personalità giuridica.

Sicuramente questa circostanza ha reso meno facile il risultato voluto dalla testatrice; è mancato il soggetto giuridico ed organizzativo che avrebbe dovuto operare concretamente e tale mancanza, essendo la Fondazione immediata destinataria della deposizione testamentaria relativa all'immobile, ha fatto sorgere intricate problematiche giuridiche sfociate in un contenzioso tra il Consiglio degli Ordini forensi riminesi e gli eredi legittimi della signora Babini. Infatti nell'anno 1988 il Consiglio dell'Ordine, preso atto della rilevanza della disposizione testamentaria in questione e della situazione che si era creata a seguito del mancato riconoscimento della Fondazione, si fece carico direttamente di promuovere giudizio avanti il Tribunale di Rimini, ottenendo dapprima il sequestro giudiziario dell'immobile con nomina a custode del presidente dell'Ordine, avv. Roberto Ferrari e ottenendo poi sentenza favorevole dello stesso Tribunale, recentemente confermata dalla Corte di Appello di Bologna. La Magistratura ha escluso ogni diritto vantato dagli eredi legittimi, confermando che la volontà testamentaria era quella di destinare l'immobile a sede degli Ordini forensi. Il contenzioso non può dirsi terminato perché sono aperti i termini per il ricorso per cassazione; tuttavia si ha ragione di ben sperare in una non lontanissima sistemazione dell'intricata vicenda. A quel punto si dovranno decidere soprattutto questioni di carattere organizzativo e finanziario: le spese per la ristrutturazione ed il restauro dell'immobile, come si è detto, saranno rilevanti; bisognerà poi valutare la convenienza di varie soluzioni per il concreto utilizzo dell'immobile; e si dovrà anche affrontare il problema giuridico dei rapporti con la Lega italiana per la lotta contro i tumori, ente erede testamentario universale della signora Babini, sul quale grava l'onere di destinare l'immobile a sede degli Ordini forensi. Tuttavia, pur in presenza di ancor rilevanti nodi da sciogliere, dobbiamo persistere, come il Consiglio dell'Ordine ha fatto in tutti questi anni, confortati dalle favorevoli decisioni ottenute e dalla consapevolezza di perseguire un duplice, importante, risultato: onorare compiutamente la memoria di Michele Ugolini secondo la generosa disposizione testamentaria della vedova. S. Turini
 
Sandro Turini